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L’antica Crustumerium

p.23 T in scavoL’antica Crustumerium è stata identificata con una vasta area di materiali archeologici affioranti sulle alture della Marcigliana Vecchia, sulla scorta delle informazioni degli autori antichi, secondo cui la città era affacciata sul Tevere tra Eretum e Fidenae, lungo la via Salaria.
Il centro protostorico sembra nascere tra X e IX secolo a.C. e fin dall’inizio la sua storia si intreccia con quella di Roma, che lo conquistò più volte e ne determinò il declino e la scomparsa; in età romulea Crustumerium fu coinvolto nel celebre episodio storico-leggendario del Ratto delle Sabine ma anche in questo caso gli autori antichi ne sostengono la pertinenza al popolo latino. La massima fioritura del piccolo stato, dovuta alle risorse del suo fertile territorio e ai proventi derivanti dagli importanti itinerari di collegamento che lo attraversavano, si pone nei secoli VII e VI a.C. La successiva perdita di importanza della città, determinata dalla politica territoriale di Roma, è definitivamente attestata in occasione della battaglia dell’Allia, in cui i Galli sconfissero l’esercito romano, visto che nelle relative cronache si fa cenno solo ai Crustumini montes ma non viene menzionato l’insediamento. Già dall’età repubblicana il territorio crustumino, compreso lo spazio che aveva accolto la città, si trasforma in un’area agricola gestita da fattorie che prosperavano sotto l’amministrazione dei Municipi di Nomentum e di Fidenae. L’area della città antica è conosciuta in modo ancora non esauriente, grazie a ricognizioni di superficie e a localizzati scavi della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma (in atto dal 1982), che hanno tuttavia permesso l’esplorazione di oltre duecento sepolture ed il recupero di notevoli corredi funerari composti da ceramiche e bronzi. Gli scavatori clandestini sono riusciti, prima dei risolutivi interventi del reparto specializzato dei Carabinieri (anno 2005), a depredare migliaia di sepolture causando ingenti danni al patrimonio storico e compromettendo in parte la ricerca futura; numerosi oggetti di provenienza crustumina, anche di notevole valore, circolano nei mercati antiquari esteri. Tutta l’area dell’abitato, della necropoli circostante e parte del territorio agrario dell’antico centro (circa 440 ettari) sono tutelate ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio; un settore di 58 ettari, comprendente parte delle aree funerarie di Monte Del Bufalo e Cisterna Grande, è stato acquistato dalla Pubblica Amministrazione nel 1998. Oggi Crustumerium gode di prerogative che possono assicurarne uno sviluppo compatibile con il suo carattere di complesso archeologico di rilevante qualità: si tratta dell’unico centro dell’antica civiltà laziale non compromesso dalla moderna urbanizzazione e la straordinaria conservazione del paesaggio è garantita dalle strette misure di tutela; la sua posizione, al termine del più importante itinerario di collegamento di Roma con l’Europa, lo promuove al ruolo di primo rappresentante delle valenze archeologiche e storiche del comprensorio di Roma.

Francesco di Gennaro
 (tratto da Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura)