Riserva Naturale della Valle dell’Aniene

Caratteristiche

Riserva Naturale della Valle dell’Aniene

La Riserva Naturale della Valle dell’Aniene si estende per 650 ettari lungo il quadrante orientale della città. Un vero e proprio corridoio ecologico che si snoda a destra e a sinistra delle numerose anse del fiume, il quale, dal Grande Raccordo Anulare all’altezza di Settecamini, passa attraverso quartieri densamente popolati, quali Tor Cervara, Colli Aniene, Pietralata, Monte Sacro e Prati Fiscali, per poi confluire nel Tevere all’altezza di Villa Ada. Siamo nel basso corso dell’Aniene (conosciuto in passato come “Teverone”), che ha le sue sorgenti nei Monti Simbruini (all’altezza di Filettino) e che, lungo i 120 km del suo corso, raccoglie le acque di decine di fossi e torrenti e costeggia diversi importanti centri abitati dell’Agro Romano Antico, quali Ienne, Subiaco, Vicovaro, Castel Madama e Tivoli.

La riserva comprende ambienti diversi ognuno con un suo ingresso, un suo fascino e una storia da raccontare. A Monte Sacro, il celebre Ponte Nomentano con torri e merlature evoca secoli di storia, a Colli Aniene è la duecentesca torre del Casale della Cervelletta che ricorda le fortificazioni medievali della campagna romana, mentre entrando dal moderno quartiere di Via Tilli, a Casal de’ Pazzi, si costeggiano i resti di una villa romana. Ma la riserva ci permette anche di tornare alle antichissime origini dell’uomo. Nell’area di Sacco Pastore furono trovati, nel 1929 e nel 1935 due crani dell’età pre-neanderthaliana (180-120 mila anni fa). Nel deposito pleistocenico di Rebibbia-Casal de’ Pazzi furono portate alla luce ossa di animali di 200 mila anni fa: elefanti dalle zanne dritte, rinoceronti di foresta, ippopotami giganti e iene delle caverne.

Oggi il territorio della riserva, nonostante sia caratterizzato da una relativa frammentazione ambientale, può annoverare comunque un discreto livello di biodiversità. Lungo le rive del fiume si possono osservare popolamenti di cannuccia di palude, tifa e salice bianco, specie quest’ultima dal legno elastico in grado di resistere alle periodiche inondazioni. Sono presenti anche pioppi bianchi, pioppi neri e ontani, a cui si uniscono olmi e aceri campestri. Qui cresce una delle piante più belle della nostra flora: il giaggiolo acquatico, dalle stupende fioriture di un giallo brillante. Sulle rupi tufacee, invece, la vegetazione prevalente è rappresentata dalla boscaglia mediterranea, dominata dal leccio, accompagnato da altre sempreverdi come il lentisco e l’ilatro, nonché da caducifoglie come l’orniello.

Cannuccia di palude

Numerose sono le presenze faunistiche con rapaci diurni, quali il gheppio e la poiana, e notturni, quali la civetta, l’allocco, il barbagianni e l’assiolo, che riempie le serate estive con il suo inconfondibile canto monosillabico ripetuto per ore. Tra i mammiferi ricordiamo l’istrice, la volpe, il riccio, il tasso e diverse specie di pipistrelli, tra cui il molosso di Cestoni e il vespertilio di Daubenton, frequente sotto le volte di Ponte Tazio. Ma il “cuore zoologico” della riserva è rappresentato senza dubbio dall’area umida della Cervelletta, dove è possibile osservare il martin pescatore, la gallinella d’acqua, l’airone cenerino, il beccaccino e il raro porciglione. Presenze di rilievo, in quanto rappresentano importanti indicatori di qualità ambientale dell’area, sono anche quelle della rovella, del granchio di acqua dolce e della rara testuggine palustre europea. Il complesso è frequentato anche da molte farfalle, tra cui ricordiamo la cassandra e la vanessa io, e da diversi coleotteri, come il cervo volante e lo scarabeo rinoceronte.

Multimedia

Biodiversità

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CONTATTI

Riserva Naturale della Valle dell’Aniene

Villa Mazzanti – Riserva Naturale di Monte Mario
via Gomenizza, 81 – 00195 Roma
06.35405350

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