Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi
Caratteristiche
Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi
La Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi, situata nel settore sud-occidentale della città, si sviluppa per 870 ettari a ridosso del Grande Raccordo Anulare e dei quartieri di Corviale, del Trullo e della Pisana. L’area, attraversata da via della Magliana, via Portuense e via della Pisana, ha un andamento collinare con alternanza di dossi e vallate e si estende nel bacino del fosso della Magliana, che confluisce nel Tevere all’altezza dell’autostrada Roma-Aeroporto di Fiumicino. La sua collocazione in prossimità della Valle dei Casali ne accentua la funzione di corridoio ecologico che, attraverso i numerosi spazi verdi e aree agricole, collega il centro urbanizzato con la pianura alluvionale del Tevere e le aree costiere (Riserva Naturale Statale del Litorale Romano).
Il territorio sin dall’antichità romana fu attraversato dalle vie consolari Campana (parte dell’attuale via della Magliana) e Portuense ed è costellato da insediamenti di particolare pregio come l’area archeologica dell’Infernaccio. Nel Rinascimento vi sorse la Villa Papale conosciuta come Castello della Magliana, così chiamato per le robuste mura, che fu residenza di campagna per ritrovi di caccia di nobili e prelati e che oggi è sede dell’Ospedale San Giovanni Battista.
Il paesaggio della riserva è rappresentativo della storica organizzazione agricola del comprensorio, imperniata su alcune grandi possedimenti, quali quelli di Casetta Mattei e della Tenuta dei Massimi, mentre il valore naturalistico dell’area è dovuto principalmente a due biotopi di grande interesse: il bosco di querce dell’Infernaccio e la sughereta dei Massimi. Il primo si estende su una collina alla sinistra della via Portuense, uscendo da Roma, all’altezza del Borgo Somaini (un’ex azienda agricola oggi trasformata in zona residenziale esclusiva). Si tratta di circa trenta ettari di querceto misto a cerri e sughere con un fitto sottobosco di biancospini, mirti e pruni selvatici, dove vivono animali come il tasso (una delle poche segnalazioni dentro il GRA), la volpe, la martora, l’istrice, il coniglio selvatico, il riccio e il moscardino, ma anche diversi rettili quali la luscengola, il biacco e la vipera, che predilige i limitrofi prati incolti e pascoli.
La sughereta della Pisana invece ricopre un’altra estensione collinare poco più a nord, tra via di Brava e appunto via della Pisana e coi suoi quaranta ettari è la sughereta più estesa del territorio romano. Oltre alle sughere e ai cerri, ma anche a roverelle e farnetti, vi si rinviene la cosiddetta pseudosughera (Quercus crenata), interessante ibrido tra sughera e cerro. Tra le specie floristiche, oltre alle belle le fioriture del narciso tazzetta e del gladiolo dei campi, è da sottolineare la presenza della ginestra odorosa, dell’erica arborea e del cisto femmina che in maggio tingono la continuità del verde con sprazzi di giallo e di bianco. Sempre in primavera è possibile osservare, nei pascoli seminaturali, una splendida fioritura dell’orchidea piramidale con colori variabili dal rosa pallido al porpora.
Altro elemento naturale di rilievo è il fosso della Magliana, che crea spesso pozze d’acqua stagionali e che, assieme ad altri ambienti ripariali e umidi, sostiene una discreta biodiversità. Non solo per quanto riguarda la vegetazione, composta da salici, pioppi, giunchi, verbene, veroniche, tife e cannucce di palude, ma anche per la ricca componente faunistica. Vi trovano rifugio infatti numerose specie animali, quali piccoli crostacei, coleotteri, ditteri, la natrice dal collare ed alcuni anfibi, tra cui il rospo comune, la rana verde, il tritone crestato e il tritone punteggiato. In questi ambienti è possibile avvistare diverse specie di uccelli acquatici, come la gallinella d’acqua, il martin pescatore, il cannareccione e, a caccia di pesciolini e larve, la garzetta e l’airone cenerino. Sono ben rappresentati anche predatori alati, tra cui il gheppio, l’allocco, il barbagianni e specie legate agli ambienti boschivi, quali il picchio rosso maggiore, la ghiandaia e il rampichino, che testimoniano un buon equilibrio ecologico. Ma, su tutte, la specie di maggior spicco, un po’ il simbolo dell’importanza della riserva, è senza dubbio il nibbio bruno, un rapace diurno con abitudini migratorie (presente tra marzo ed agosto) che nidifica con alcune coppie nelle aree boscate più integre.
Multimedia
Biodiversità
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Riserva Naturale della Tenuta dei Massimi
La Pisana – 00163 Roma
06.65746519



