Riserva Naturale del Laurentino-Acqua Acetosa
Una piccola Riserva interconnessa alla città
Ci troviamo nel settore sud-ovest di Roma, tra il quartiere Laurentino 38, il Grande Raccordo Anulare e la via Pontina, dove in 152 ettari di territorio vengono preservati importanti valori storico-archeologici, ma anche naturalistici grazie ad una delle riserve naturali più piccole tra quelle gestite da RomaNatura.
In questo luogo, proprio durante i lavori per la realizzazione del quartiere Laurentino, sono venuti alla luce importanti ritrovamenti che hanno permesso di risalire ad una cittadella dell’età del Bronzo, trasformata in seguito in un centro fortificato con relativa necropoli.

Poggiata su uno sperone naturale di tufo in un importante nodo di comunicazione per i commerci tra le vie per Laurentum, Lavinium, Ardea, il Tevere ed i Colli Albani, l’origine del centro abitato risale all’VIII secolo a.C. Ancora oggi risulta dubbia l’identificazione del nome, che con una certa probabilità potrebbe coincidere con Tellenae, uno dei tre siti protostorici descritti da Livio nella zona a sud di Roma, distrutti poi in epoca romana da Anco Marcio (640-616 d.C).
I resti degli altri due siti, non distanti da qui, si trovano a Acilia (Ficana) e a Castel di Decima (Politorium) nell’attuale Riserva Naturale di Decima Malafede. L’abitato di Laurentina presentava importanti opere difensive, anche se i ritrovamenti di maggior valore hanno riguardato la necropoli: sono state individuate 175 sepolture, di differenti periodi storici, scavate nel tufo, contenenti importanti reperti archeologici tra cui vasi di terracotta, ceramiche decorate, oltre a oggetti di bronzo quali coltelli, spiedi con resti di animali cucinati e coppe. Oggi tutto il materiale è conservato al Museo Nazionale Romano come oggetto di studio e di restauro.
Il paesaggio che si mostra visitando la Riserva del Laurentino-Acqua Acetosa è un alternarsi di aree naturali costituite da lembi di Campagna Romana, fatta di boscaglie e campi incolti, con edifici residenziali e strutture commerciali. Il paesaggio vegetale è fortemente dominato dalle aree ad uso agricolo (75%), a cui si affiancano lembi di vegetazione spontanea riconducibili a diverse tipologie. Quasi il 10% del territorio è occupato da boscaglie di vario genere, che a causa dell’attività agricola sono relegate solo sui dolci pendii delle colline.
Gli alberi più diffusi sono i cerri insieme a roverelle, ornelli, aceri campestri e carpini neri. Non mancano, in condizioni appropriate alle loro esigenze, anche lecci e sughere insieme a frassini, olmi e alloro. La scarsa estensione delle macchie boscate limita la presenza di animali tipici di questi ambienti; tuttavia le aree boscate risultano di fondamentale importanza come riparo per molti animali legati più ad ambienti aperti. Lungo i principali fossi, in particolare il fosso del Ciuccio, di Vallerano e dell’Acqua Acetosa, persistono tratti di boscaglie a salici e pioppi che si alternano ad arbusteti o canneti in un andamento lineare.
Le acque di alcuni fossi minori sono frequentate da specie ittiche quali l’anguilla e la rovella, ma anche da rane e rospi. Tra gli uccelli di ambienti umidi si registra la presenza della gallinella d’acqua, dell’usignolo di fiume e del pendolino, un uccellino che costruisce un curioso nido a borsa sospeso all’estremità di un ramo, vicino all’acqua.
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Riserva Naturale del Laurentino-Acqua Acetosa
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06 5082 9723


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