Parco Regionale Urbano di Aguzzano

Caratteristiche

Parco Regionale Urbano di Aguzzano

Il Parco Regionale Urbano di Aguzzano (60 ettari), situato nel settore orientale della città (IV Municipio), è delimitato dai quartieri di Casal de Pazzi e di S. Basilio, nonché dal complesso del Carcere di Rebibbia. Esso rappresenta un vero e proprio polmone verde in mezzo a quartieri densamente edificati e, pur non mostrando elementi di elevato valore naturalistico, costituisce nell’ambito della rete ecologica cittadina un importante corridoio ecologico di collegamento tra la Riserva Naturale della Marcigliana e la Riserva Naturale della Valle dell’Aniene.

In epoca romana il comprensorio ricadeva all’interno di un grande fondo agricolo di proprietà della Gens Acutia, denominato appunto Acutianus, da cui trae origine l’attuale nome del parco.

L’elemento naturale che lo caratterizza maggiormente, scorrendo lungo tutta la sua lunghezza prima di confluire nell’Aniene, è il Fosso di San Basilio, che ospita lungo le sue sponde, oltre a salici, pioppi e cannucce di palude, una vegetazione a tratti intricata ed impenetrabile, formata da rovo, sambuco e canna comune. Qui, oltre a insetti acquatici, quali libellule e gerridi, trovano rifugio diverse specie di uccelli, quali l’usignolo di fiume, la gallinella d’acqua, il luì piccolo, la ballerina bianca. È presente anche la rana verde e la natrice dal collare ed occasionalmente si possono avvistare l’airone cenerino e la garzetta.

Il parco è contraddistinto anche da due lunghi viali alberati. Il primo, bordato da un doppio filare di pini domestici alternati con oleandri e melograni, attraversa il Parco da nord a sud scavalcando il Fosso di San Basilio con un antico ponticello. L’altro, ornato da pini e lecci affiancati da platani coltivati “a ceppaia”, percorre il Parco longitudinalmente. Lungo i viali, nelle calde giornate estive, le cicale, posate sui tronchi degli alberi, riempiono l’aria con il loro incessante frinire. Il resto del comprensorio è costituito da prati dove vegetano per lo più specie di campo, come la carota selvatica, la malva selvatica e il tarassaco comune o anche specie più appariscenti come l’orchidea purpurea e la linaria comune, che durante la primavera macchiano di colore la distesa verde dell’erba. Qui, durante le ore di luce gruppi di storni provenienti dalle zone più centrali della città, si fermano a mangiare, mischiandosi alle passere d’Italia e ai verzellini e cardellini che frequentano numerosi la zona. Sono questi gli uccelli che, assieme alle lucertole campestri, nelle ore più calde della giornata, attirano il gheppio, il quale spesso si vede volteggiare nel cielo in attesa di individuare la preda.

Al crepuscolo o nelle prime ore della mattina, si può avvistare la volpe, che si aggira lungo i campi o percorre velocemente i viali e i bordi del fosso alla ricerca dei piccoli mammiferi presenti, quali arvicole e topi selvatici. Più difficili da vedere, per le loro abitudini notturne, sono il riccio e la donnola, individuabili però dalle tracce lasciate sul terreno (impronte ed escrementi). Il parco è valorizzato altresì dalla presenza di quattro casali rurali costruiti dopo gli interventi di bonifica di fine Ottocento denominati ALBA 1, ALBA 2, ALBA 3 e Casale Nuovo. Il casale ALBA 3, situato all’ingresso del Parco di Via Fermo Corni, ospita la Casa del Parco con il Centro Visite e la biblioteca comunale “Fabrizio Giovenale”. Lì di fronte, accanto all’ingresso, sono stati realizzati una serie di orti urbani, particolarmente apprezzati dai cittadini del quartiere che se ne prendono cura e organizzano spesso anche visite guidate per i ragazzi delle scuole. Nell’area del parco sono presenti inoltre interessanti vestigia del passato, come testimoniano i resti di una villa romana suburbana di epoca imperiale portata alla luce durante gli scavi archeologici effettuati nel 1982 in prossimità del Casale Nuovo.

Multimedia

Biodiversità

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Parco Regionale Urbano di Aguzzano

Villa Mazzanti – Riserva Naturale di Monte Mario
via Gomenizza 81 – 00195 Roma
06.35405350

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