Parco Regionale Urbano del Pineto
Pineto tra Storia e Cultura
Chiesa di S. Francesco d’Assisi (o S.Onofrio in Campagna)
La cappella primitiva di Borgo Clementino fu costruita nel 1660 su un terreno di proprietà del canonico Bartolomeo Neri. Originariamente destinata alla popolazione del borgo rurale, fu donata ai frati Gerolamini di S. Onofrio al Gianicolo dall’abate, con la condizione di costruire una chiesa in onore di S. Francesco e un convento dopo la sua morte.
I lavori iniziarono nel 1669 e si conclusero nel 1678. Anche se costruita in onore di S. Francesco, la chiesa era popolarmente nota come S. Onofrio in Campagna. Amministrava un vasto territorio, estendendosi fino alla Cassia e alla Giustiniana, con circa 500 fedeli. Fino agli anni ’40 del XX secolo, il borgo celebrava il Corpus Domini con una processione lungo la via Trionfale, illuminando la chiesa la sera.
L’architetto della chiesa è sconosciuto, ma la facciata fu realizzata da Pietro Passalacqua, un prospetto elegante e sobrio adatto a una chiesa rurale. Sull’altare, la pala raffigurante la Madonna con il Bambino tra S. Francesco e il B. Pietro Gambacorti è opera di Giuseppe Ciacci, mentre Marcantonio Barigiona realizzò i putti in stucco nel presbiterio.
Nella sagrestia si trovano due tele del XIX secolo: l’Immacolata di Pietro Gagliardi e le anime del Purgatorio di Luigi Herzog.
piazza Monte Gaudio (prossima al confine del Parco)
Accessibile durante le funzioni religiose quotidiane.
Villa Sacchetti

Villa Sacchetti dipinta da Gaspar van Wittel
La Villa, un casino nobile ora distrutto, sorgeva all’interno della Vigna Sacchetti, un vasto fondo (noto come Tenuta del Pigneto a partire dal XVII sec.) costituitosi attraverso l’acquisizione progressiva (1598-1644) di alcuni terreni da parte della famiglia Sacchetti, originaria di Firenze, stabilitasi a Roma attorno alla metà del ‘500.
Villa Sacchetti fu costruita , tra il 1625 e il 1630, su progetto di Pietro da Cortona per volontà di Marcello Sacchetti e alla sua morte (1629) continuata dai fratelli Matteo e Giulio (nominato Cardinale nel 1626).
Numerose sono le rappresentazioni iconografiche della villa, le quali testimoniano il carettere particolarmente innovativo dell’edificio che la rese simbolo e modello della villa barocca.
Incerte sono le motivazioni del precoce degrado avvenuto già tra il XVII e XVIII secolo. Oggi del casino e dell’originario boschetto di pini che diedero fama alla tenuta non restano che pochi elementi coperti dalla vegetazione.
Fontanile di Pio IX

Fontanile di Pio IX
Il fontanile fu costruito per iniziativa di Pio IX nel 1866 per fornire acqua alla Borgata di San Onofrio. Gli abitanti del borgo avevano richiesto ripetutamente la realizzazione di un’opera che consentisse loro di utilizzare le acque dell’Acquedotto Traiano-Paolo, situato a circa un chilometro di distanza. Pio IX incaricò l’architetto Antonio Sarti di dirigere i lavori. Il fontanile fu costruito vicino alla Chiesa di San Onofrio, lungo la via Trionfale, ma a un livello inferiore rispetto alla strada, per garantire la necessaria pressione dell’acqua.
La struttura, di forma rettangolare, è realizzata in mattoni e si sostiene su sei pilastri che formano altrettanti archi. All’interno si trova un bacino utilizzato per il lavaggio dei panni e il rifornimento idrico, mentre all’esterno un secondo bacino fungeva da abbeveratoio per gli animali. Sulla facciata del fontanile è presente una lapide marmorea con lo stemma pontificio, in omaggio al Papa che finanziò l’opera.
via Trionfale (pressi piazza Monte Gaudio).
Fornace Pomilia (Borghetto dei Fornaciari)

Fornace Pomilia
Alla fine del XIX secolo lo sviluppo urbano di Roma Capitale determinò la necessità di un aumento di produzione dei laterizi. Sin dall’antichità romana, le valli dell’Inferno, della Balduina, del Gelsomino e delle Fornaci furono utilizzate per l’estrazione dell’argilla e la produzione dei mattoni, in relazione alla presenza di ampi affioramenti argillosi.
Agli inizi del ‘900 nella Valle dell’Inferno, corrispondente al quartiere di Valle Aurelia, sorse un borghetto di fornaciari, che realizzò una particolare coesistenza tra le residenze degli operai con le loro famiglie e la struttura produttiva industriale.
Il progressivo popolamento del borgo si ebbe con l’inserimento di gruppi di migranti di origine contadina, richiamati a Roma dall’incipiente “frenesia edilizia”.
Accanto alle numerose fornaci, di cui oggi rimangono solo la Pomilia e la Veschi, sorsero le case operaie, disposte lungo la via principale che costituiva la spina del borgo e su stretti tracciati perpendicolari dai nomi particolarmente evocativi: via dei Laterizi, degli Embrici, delle Ceramiche. La chiesa e la Casa del Popolo erano i principali luoghi di aggregazione sociale.
via di Valle Aurelia
La fornace è visibile dall’esterno. (Sito Non accessibile)

Parco di Proba Petronia
Parco di Proba Petronia Un intervento di RomaNatura con fondi della Regione Lazio ha riconsegnato alla fruibilità di tutti un luogo che è un vero e proprio balcone sul grande Parco del Pineto. L’Ente se ne prende cura, attraverso strategie di gestione finalizzate non solo alla conservazione ma anche allo sviluppo delle piene potenzialità del tenftorio. E’ presente un’area cani e un parco giochi per bambini
Giardini in memoria dei Caduti di Nassirya
Inaugurato nel 2004 in memoria dei caduti di Nassiriya con un progetto di riqualificazione dell’Ente RomaNatura. Nel piccolo parco di via Fornelli, a/l’altezza del civico 7260 di via Trionfale, è stata realizzata un’area giochi e un’area sosta con panchine.

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Parco Regionale Urbano del Pineto
Via della Pineta Sacchetti, 78
00167 – ROMA
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