Monumento Naturale Fosso della Cecchignola

Caratteristiche

Monumento Naturale Fosso della Cecchignola

Il Monumento Naturale Fosso della Cecchignola, istituito nel giugno 2019, è delimitato dai quartieri Fonte Meravigliosa e Giuliano-Dalmata, nonché dal complesso della Città militare della Cecchignola. Si estende per 99 ettari e si sviluppa lungo l’omonimo corso d’acqua, oggi praticamente asciutto, che proveniva dalle pendici dei Colli Albani e che terminava il suo percorso nel Fosso di Vallerano, il quale confluiva poi nel Tevere all’altezza di Tor di Valle.

L’area, un vero e proprio polmone verde tra zone densamente edificate, rappresenta un importante corridoio ecologico che collega il parco dell’Appia Antica con la Riserva Naturale dell’Acqua Acetosa-Ostiense ed è dominato dall’imponente Torre (alta 45 m) del Castello o Casale della Cecchignola (XII sec.), residenza di caccia dei Papi fino a due secoli fa. La storia del Casale e delle sue trasformazioni è correlata ai diversi passaggi di mano avvenuti nel tempo tra alcune delle più importanti famiglie della borghesia romana, dai Barberini ai Borghese e, infine, ai Torlonia (1832). Ha poi vissuto numerosi anni di abbandono e solo di recente, a seguito di importanti lavori di restauro è tornato agli antichi splendori mantenendo i caratteri delle varie epoche che l’anno segnato e che lo contraddistinguono. Oggi è sede, oltre che di diverse associazioni culturali, dell’Università dei Marmorari di Roma, specializzata in arte lapidea, scultura e marmi antichi ed ospita un’amplissima e rara biblioteca di storia dell’arte, specializzata in materiali lapidei, aperta a studiosi e ricercatori del settore. Nel territorio dell’area protetta, oltre al Casale della Cecchignola, è presente anche una torre panoramica parzialmente diroccata, risalente al III secolo d.C., tratti di basolato e resti di insediamenti rurali, tutti del periodo romano.

L’area presenta una vegetazione molto varia, ai margini delle zone agricole in prossimità del Castello sono presenti in primavera un gran numero di erbe spontanee, quali il cardo mariano, il verbasco, l’asfodelo e splendide fioriture di papaveri, fiordalisi e borragine. Lungo i sentieri, ai margini dei campi coltivati, si possono incontrare diverse specie arbustive, tipiche della macchia mediterranea, quali il prugnolo, il biancospino, il pungitopo, la fillirea, il caprifoglio e la rosa canina, spesso inframezzate da piante invasive quali rovi, robinie e ailanti. Scendendo verso il fosso, anche se oggi non è più presente acqua fluente, l’ambiente conserva ancora caratteristiche di umidità e, sia nell’alveo sia nei vecchi argini, si rinviene una vegetazione più igrofila, formata da canna comune, salice bianco, farfaraccio, cicuta, ranuncolo favagello ed erba da porri. Di particolare pregio sono alcuni alberi ad alto fusto presenti, quali olmi campestri, frassini, aceri campestri e alcuni imponenti esemplari di pioppo nero, leccio e farnia.

Per quanto riguarda la fauna, sia le aree aperte, sia le aree del fosso, forniscono ambienti adatti ad un relativamente abbondante numero di specie animali. Soprattutto sono gli uccelli quelli che più facilmente possono essere osservati o uditi camminando lungo i sentieri del monumento naturale. Tra i rapaci, la presenza più importante è sicuramente quella del falco pellegrino, che da tempo nidifica sulla limitrofa torre piezometrica e che talvolta sorvola l’area. Altro rapace avvistabile è il gheppio, che spesso si scorge in volo sospeso sui campi nella posizione dello “spirito santo”, utilizzata per meglio individuare le prede sul terreno.

Numerosi sono i passeriformi che frequentano i vari ambienti del comprensorio, dal merlo allo storno, dalla cinciallegra al cardellino, dal pettirosso alla capinera, dal pigliamosche alla ballerina bianca. Tra i mammiferi è stata rilevata la presenza della volpe, dell’istrice, del riccio e del topo selvatico; mentre tra i rettili, oltre alla lucertola campestre e alla lucertola muraiola, sono stati segnalati sia il biacco che il saettone, entrambi non velenosi. Infine, è numerosa la rappresentanza degli invertebrati con molte farfalle – tra cui ricordiamo il colorato macaone, il podalirio, l’atalanta, la vanessa del cardo e la cedronella – e diversi coleotteri, come la piccola coccinella, il cerambice della quercia e lo scarabeo rinoceronte.

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