Villa Mazzanti - percorso floristico

Villa Mazzanti - storia

Il Complesso di Villa Mazzanti si estende all'interno della Riserva Naturale di Monte Mario; occupa il versante orientale della rupe, in una posizione particolarmente privilegiata, dominante rispetto al Tevere.

Nella prima metà del XIX sec. l'area compresa tra la macchia boschiva a monte del villino e l'allora "Vicolo dei Prati Strozzi" era una vigna di proprietà del Principe Barberini; il Catasto Gregoriano (1819) riporta la presenza di una casa ad uso della vigna proprio nel luogo dove sorgerà la villa.

La villa fu costruita nella seconda metà del XIX sec.; l'edificio è rappresentato per la prima volta nella pianta di Roma dell'Istituto Cartografico Italiano del 1981, senza alcuna denominazione, invece compare come Villa Mazzanti nella Carta dell'Istituto Geografico Militare del 1924.

Il proprietario fu Lucio Mazzanti, un costruttore edile che apparteneva alla ricca borghesia emergente negli anni in cui Roma si apprestava a definire il suo piano regolatore; tra le famiglie di questa nuova classe sociale si diffuse ampiamente il costume di costruire le proprie dimore ad imitazione delle ville storiche nobiliari.

Il Complesso si compone dell'edificio della Villa e di un Giardino di particolare pregio che si estende per circa quattro ettari.

L'Architettura della Villa

La costruzione è uno degli esempi di quell'eclettismo architettonico che si affermò a partire dal 1870; lo stile eclettico si esprime attraverso l'accostamento di modelli e repertori decorativi diversi: suggestioni cinquecentesche e classiche si uniscono ad elementi esotici e fantasiosi per soddisfare il gusto del committente.

La villa, di modeste dimensioni, si articola su 3 piani suddivisi in 12 ambienti; il piano superiore si caratterizza per la presenza di una loggia affiancata da due terrazze laterali che offrono luna suggestiva vista sulla città.

La loggia è definita da sei colonne realizzate in cotto ed ornate da capitelli corinzi che richiamano i modelli classici in marmo; l'ambiente che ora si presenta chiuso da vetri di protezione, in origine era aperto. Internamente è ornato da una ricca decorazione pittorica eseguita con la tecnica a tempera da un autore ignoto. Le pitture riproducono una serra a struttura metallica in cui sono esposte diverse varietà di piante mediterranee ed esotiche, fra le quali il banano, la chenzia, l'agave, l'edera, il filodendro, mentre altri elementi vegetali potrebbero essere fantastici.

L'esterno della villa è ornato da una decorazione policroma che a tratti si ispira ad alcune raffigurazioni presenti nel portico della vicina Villa Madama, attribuite ad artisti quali Giulio Romano e Giovanni da Udine.

Oltre al caratteristico intonaco a finto bugnato, sono rappresentate figure allegoriche e scene pastorali inserite in tondi e riquadri; la tecnica di realizzazione pittorica è il semi fresco ed i contorni delle figure sono incisi nell'intonaco. Altre decorazioni con funzione di spartipiano realizzano motivi di nastri e frutta. Alcune pitture successivamente sono state sostituite da motivi lineari monocromi rossi.

Il Giardino

Il giardino della Villa in origine si estendeva sino a Viale Angelico.

La zona pianeggiante, in prossimità del Tevere, era caratterizzata da un "giardino all'italiana" che andò distrutto con la costruzione di Via Gomenizza e Piazza Maresciallo Giardino. Questa parte era organizzata secondo criteri di geometria e simmetria che traggono origine dai modelli codificati tra il '400 ed il '500; lo spazio era destinato ad orto, frutteto, vivaio di piante ornamentali, coltivazioni dei fiori.

Diversamente, la zona visibile del parco è un prezioso esempio del "giardino all'inglese" tipico dello spirito eclettico ottocentesco. Lo spazio perde il rigore geometrico, e gli elementi naturali ed artificiali si accostano creando paesaggi "pittoreschi".

L'area verde è costituita da un bosco di piante mediterranee attraversato da un percorso tortuoso a serpentina di 16 tornanti che si arrampica lungo le pendici del colle.

Al termine della salita, è sistemato un laghetto artificiale, al centro è un isolotto in scogliera di tufo ornato da una casetta rustica che richiama il modello delle capanne montane nord-europee.

Nella parte bassa del giardino è sistemata una casa rurale che oggi ospita una Sezione del Servizio Giardini del Comune di Roma. L'edificio richiama le case coloniche dei primi del '900 nell'Agro Romano: casette sviluppate su due piani di cui il superiore utilizzato come abitazione e l'inferiore funzionale alle attività agricole, munite di scala d'accesso al primo piano e spesso caratterizzate dalla presenza di loggiati e prospetti esterni rifiniti con ornamenti in mattoni (pilastri, cornici, marcapiani).

In un disegno del 1911 relativo alla "Piazza d'Armi", così era denominata la zona compresa tra la Farnesina e Piazza Mazzini, si riconosce un edificio del tutto simile nei caratteri stilistico-architettonici.

La Storia Recente

Nel 1967 la Villa fu espropriata ed acquisita dal Comune di Roma.

Nel 1990, nell'ambito di fondi regionali stanziati per i Mondiali di Calcio, sono stati finanziati i lavori per la ristrutturazione del Parco e della Villa; il restauro dell'edificio, terminato nel 1993, ha messo in luce completamente la decorazione pittorica originaria che era in parte nascosta da interventi successivi.

Dal 1998 la Villa ospita la sede dell'Ente Regionale RomaNatura che gestisce il Sistema delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma.


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Testi e foto di Alessandra Reggi

Ente Regionale per la Gestione del Sistema
delle Aree Naturali Protette nel Comune di Roma