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Sorveglianza

I Guardiaparco (ranger, nei paesi anglofoni) sono nati nel 1872 insieme al primo Parco Nazionale del mondo, lo Yellowstone National Park. In Italia i Guardiaparco sono nati nel 1923 in occasione dell’istituzione del Parco Nazionale d’Abruzzo a cui, poco dopo, si sono aggiunti i “Guardaparco” del Parco Nazionale del Gran Paradiso. In Italia i “park rangers” in servizio sono circa 700 (oltre 300 nel Lazio) ed operano in diversi settori. Oltre a svolgere compiti di Polizia Giudiziaria e Amministrativa i Guardiaparco si occupano anche delle attività strettamente connesse alla gestione faunistica (censimenti faunistici o vegetazionali, catture, soccorso fauna in difficoltà), al soccorso alla popolazione, con funzioni di protezione civile, come la lotta agli incendi, la ricerca di dispersi e le emergenze in casi di calamità, alla ricerca scientifica (assistenza e partecipazione a studi sulla flora, sulla fauna e sulla geologia della propria area protetta) e all’educazione ambientale svolgendo attività nelle scuole, ma anche su campo in qualità di guide ambientali.

Vista la diversificazione degli ambienti in cui il Guardiaparco svolge il proprio lavoro, anche i mezzi di spostamento sono ugualmente differenziati: si va dal classico fuoristrada, alle imbarcazioni per il pattugliamento marino o lacustre, o al cavallo per la sorveglianza di zone particolarmente impervie.

La multidisciplinarietà è forse l’elemento caratterizzante di questa professione.

In molti casi, soprattutto nelle aree fortemente antropizzate, il Guardiaparco è prevalentemente impegnato nel reprimere reati o semplici illeciti amministrativi. Tutto ciò comporta una preparazione specifica e tecnica su legislazioni complesse, che spesso si modificano profondamente anche nell’arco di un brevissimo lasso temporale. Basta citare la normativa urbanistica, paesaggistica, ambientale, forestale e quella a tutela delle acque, dell’aria, degli animali, quella sulla regolamentazione della gestione dei rifiuti, ecc. Da questo punto di vista l’operatività del Guardiaparco si attiene strettamente a quelli che sono i dettati del Codice di Procedura Penale. Sempre più frequentemente la Procura della Repubblica affida ai Guardiaparco indagini delegate complesse, proprio in funzione dell’elevata specializzazione degli stessi, ma anche in virtù dell’approfondita conoscenza del territorio e degli aspetti naturalistici e sociali che lo caratterizzano.

Dal 2007 i Guardiaparco di RomaNatura sono stati coinvolti nel progetto “ Patto per Roma Sicura” promosso dal Comune di Roma, la Prefettura di Roma e la Regione Lazio che li ha visti impegnati in servizi congiunti con la Polizia di Stato , il Corpo Forestale, unità dell’Esercito e la Polizia Municipale per operazioni di sgombero e bonifica delle aree interessate da insediamenti abusivi.

Per i servizi a più alto rischio, quali ad esempio l’antibracconaggio e lo sgombero di insediamenti abusivi, i Guardiaparco sono stati dotati di arma corta per difesa personale.

Il modo di vivere questa professione è molto diverso da paese a paese, ma quello che accomuna tutti i Guardiaparco del mondo è la determinazione nel concentrare gli sforzi in direzione della conservazione degli ambienti naturali e degli ecosistemi che in essi trovano dimora.

Nei mesi estivi l’attività del Guardiaparco è concentrata nella lotta agli incendi boschivi; in particolare si provvede a prevenire questi infausti eventi attraverso lo stretto controllo del territorio, la sorveglianza sulle norme in materia di antincendio, ma anche interloquendo con chi gestisce o comunque fruisce il territorio come contadini, allevatori, escursionisti o gitanti ai quali ci si rivolge per esporre e chiarire quali siano le norme comportamentali più idonee a scongiurare l’insorgere di focolai o peggio ancora di veri e propri incendi.

Quando però l’evento insorge il Guardiaparco, dotato di idonea strumentazione, interviene direttamente con opere di spegnimento e successiva bonifica dell’are percorsa dal fuoco. Gli interventi di prevenzione e bonifica vengono effettuati autonomamente oppure congiuntamente al Corpo Forestale dello Stato e agli operatori della Protezione Civile e coadiuvati dalla sala operativa della Regione Lazio, a seconda della gravità del caso.

Terminata la prima fase di emergenza vengono avviate ulteriori attività prima tra tutte quella della individuazione del responsabile dell’innesco: infatti, praticamente nella totalità dei casi, l’origine dell’evento dannoso è da ricondursi ad attività umane. Quindi l’attività di Anti Incendio Boschivo  non si esaurisce sul campo ma richiede anche un’attività di Polizia Giudiziaria.

Ulteriore fase dell’attività legata all’antincendio è la mappatura delle aree percorse dal fuoco. Questo avviene attraverso l’utilizzo di apparecchiature GPS che permettono di realizzare una banca dati georeferenziata di tutte le aree incendiate e ricadenti all’interno dei confini delle Aree Naturali Protette gestite dall’Ente Regionale RomaNatura. Viene così a costituirsi, anno dopo anno, un patrimonio conoscitivo che si configura quale utile strumento di gestione sia dal punto di vista ambientale, ma anche per le specifiche attività di sorveglianza visto che l’ordinamento normativo prevede il divieto di edificazione, pascolo e caccia proprio nelle aree interessate dal fuoco.

Le aree protette gestite dall’Ente RomaNatura si estendono all’interno del comune di Roma per una superficie totale di 14.783 ettari circa; sin dall’anno di attribuzione dei Guardiaparco all’Ente Regionale RomaNatura (2001) gli stessi hanno ottemperato, secondo quanto indicato dal loro mansionario, alla prevenzione ed alla lotta attiva agli incendi boschivi.

Tale attività è resa possibile da una dotazione di mezzi fuoristrada che consentono di raggiungere anche i luoghi più impervi, equipaggiati con modulo antincendio ed assegnati ad ogni sede operativa.

Il Servizio Sorveglianza dell’Ente Regionale RomaNatura è composta da n. 32 Guardiaparco e n. 1 Responsabile del Servizio (Ufficiale di Polizia Giudiziaria); questi operano in turni antimeridiani, pomeridiani e notturni su quattro sedi operative distaccate ovvero:

1) sede operativa di Monte Mario cui spetta la sorveglianza della R.N. di Monte Mario ed anche della R.N. Insugherata;

2) sede operativa di Valle dei Casali cui spetta la sorveglianza della R.N. Valle dei Casali, R.N. Tenuta dei Massimi, R.N. Tenuta di Acqua Fredda, P.R.U. del Pineto, Monumento Naturale Tenuta di Mazzalupetto-Quarto degli Ebrei e Monumento Naturale Parco della Cellulosa;

3) sede operativa di Marcigliana cui spetta la sorveglianza della R.N. Marcigliana, R.N. Valle dell’Aniene, P.R.U. di Aguzzano e Monumento Naturale di Galeria Antica

4) sede operativa di Decima Malafede cui spetta la sorveglianza della R.N. Decima Malafede e R.N. Laurentino Acqua Acetosa.

Inoltre viene svolto regolare pattugliamento marino presso l’Area Marina Protetta denominata Secche di Tor Paterno (che il Ministero dell’Ambiente ha affidato in gestione all’Ente RomaNatura), in cui il servizio è teso al controllo del rispetto della normativa sulla pesca e sulla navigazione, nonché sulle regole di fruizione emanate dall’Ente, in particolare il Disciplinare per la piccola pesca non professionale e il Disciplinare che regolamenta le immersioni subacquee.

Per conoscere le attività del Servizio Sorveglianza ci si può collegare alla sezione News

http://romanatura.roma.it/sorveglianza/news-vigilanza/