Menu Superiore
SOCIAL
Menu Principale

Prevenzione danni da fauna selvatica

ATTIVITÀ DEL PARCO PER LA PREVENZIONE DEI DANNI DA FAUNA SELVATICA  

1.         Piano di gestione e controllo del cinghiale (Sus scrofa) nella riserva naturale regionale di Decima Malafede

Premessa: le attività preliminari al piano di gestione e il monitoraggio della popolazione.

La conoscenza della distribuzione, consistenza, struttura e relativa dinamica della popolazione, ma anche della sua condizione e costituzione, risulta necessaria per monitorare l’efficacia degli interventi di gestione e lo stato della popolazione che viene gestita.

I dati disponibili, riguardanti la popolazione di cinghiale nella Riserva Naturale di Decima Malafede, derivano da lavori svolti nell’area dal 2010; l’Ente Regionale RomaNatura ha dato avvio nel 2009 ad un progetto poliennale di sperimentazione e collaudo di interventi di prevenzione e monitoraggio sulle specie che arrecano maggiori danni alle colture agricole all’interno delle aree protette gestite dall’Ente.  Il progetto nella fase preliminare ha compreso la progettazione di un database geografico riguardante i danni alle colture, la sperimentazione e il monitoraggio di metodi preventivi e dissuasivi  e lo studio di metodi di monitoraggio delle popolazioni animali responsabili dei danni alle colture.

La prima relazione è incentrata sull’analisi dei dati riguardanti l’indennizzo dei danni causati dalla fauna selvatica alle colture agricole, dalla data d’istituzione dell’Ente, con particolare attenzione all’aspetto dell’evoluzione dei danni nel tempo, la loro distribuzione spaziale e l’uso dei database web gis nella procedura d’indennizzo dei danni.

I danni da fauna selvatica nelle Aree Protette di RomaNatura

Da questa prima analisi è emerso che, a causa delle maggiore densità di danni, alcune aree e alcune colture sono più vulnerabili.

Nella seconda relazione Relazione finale Aragno 2010 2011 viene illustrato il lavoro successivo, finalizzato alla sperimentazione in campo delle recinzioni elettrificate, quali mezzi fisici di prevenzione dei danni del cinghiale alle colture (orticole quali cocomeri e meloni, mais) e in quelle aree risultate maggiormente soggette ai danni.

Parallelamente, è stato deciso di acquisire informazioni sulla dinamica di popolazione all’interno dell’area natuarale protetta in quanto utili alla pianificazione degli interventi di prevenzione dei danni. È stato deciso quindi di confrontare sul campo diversi metodi di monitoraggio della popolazione del cinghiale.

Tra aprile e maggio 2011 è stato effettuato quindi un monitoraggio mediante faecal pellet groups count, metodo di stima indiretto basato sulla conta dei gruppi fecali della specie indagata all’interno di due diversi tipi di ambiente: il “bosco continuo”, e il “bosco frammentato”, caratteristico delle spallette lungo i fossi che delimitano le zone coltivate e le aree aperte.

Rel fin pellet count ronchi

Un altro metodo sperimentato per il monitoraggio del cinghiale è stato quello basato sull’utilizzo del fototrappolaggio su punti di foraggiamento. Questo metodo permette di valutare il numero minimo di animali interni all’area, il trend di popolazione (a patto che esso venga effettuato in modo standardizzato e ripetibile negli anni), alcuni parametri di popolazione importanti nella valutazione dello stato della popolazione come il rapporto piccoli / adulti.

A partire dalla realizzazione del progetto sperimentale sono stati condotti in tutto cinque campionamenti, i primi due finalizzati alla messa a punto del metodo, il terzo, attraverso la messa in campo contemporanea di 8 fototrappole, ha rappresentato la prima ripetizione su base annuale di un programma di monitoraggio nel periodo 2010-2012.

Rel fin fototrappolaggio ronchi

Le attività preliminari alla predisposizione del piano di gestione sono continuate nel primo semestre 2012 con la realizzazione di tre azioni: aggiornamento del database georeferenziato dei danni da fauna; prosecuzione della programmazione e realizzazione di metodi preventivi (in particolare recinzioni elettrificate), per la diffusione nel parco dell’uso di questi metodi; prosecuzione del monitoraggio mediante fototrappole delle popolazioni di cinghiale nella riserva naturale di Decima Malafede e primi monitoraggi nella riserva naturale dell’Insugherata.

Relazione finale Aragno 20112012

Considerato il successo della metodologia e la notevole quantità di dati acquisti, l’Ente ha proseguito anche nel secondo semestre 2012 e inizio 2013 il monitoraggio del cinghiale mediante fototrappolaggio. Questa ulteriore campagna di monitoraggio ha consentito di acquisire ulteriori dati da utilizzare quale base conoscitiva per la predisposizione del piano di gestione e controllo del cinghiale.

Aragno fototrappolaggio cinghiale 2012

Inoltre, nello stesso periodo è stato portato avanti l’aggiornamento del database georeferenziato dei danni da fauna, quale strumento indispensabile per il monitoraggio del fenomeno, per conoscerne la sua evoluzione, sia temporale che spaziale. Sono anche proseguite la programmazione e la realizzazione di metodi di prevenzione dei danni (in particolare le recinzioni elettrificate).

Tale ultimo aspetto continua a rappresentare una delle principali tra le azioni concrete e dirette svolte dall’Ente parco a supporto degli imprenditori agricoli che lavorano nel parco,  condotte attraverso una stretta collaborazione con gli agricoltori stessi e che negli anni ha consentito la diffusione nel parco dell’uso di questi metodi

Relazione finale Aragno 2012 2013

Tutte le attività sopra menzionate, di monitoraggio, analisi dei dati, programmazione etc. hanno consentito all’Ente di predisporre il Piano di gestione e controllo del cinghiale (Sus scrofa) nella Riserva Naturale Decima Malafede. La procedura di predisposizione del piano è stata avviata, così come previsto dalla D.G.R. n. 320/2006, con la deliberazione del Commissario straordinario di Romanatura n. 2 del 29.1.2014.

Successivamente la Regione Lazio con nota prot. 578184 del 17.10.2014 ha espresso parere favorevole sulla pronuncia di valutazione d’incidenza e, successivamente ai pareri favorevoli dell’Agenzia regionale Parchi e dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), con nota prot. 12957 del 12.1.2015 ha espresso parere favorevole sul Piano di gestione e controllo.

Le attività previste dal Piano partiranno quindi successivamente alla deliberazione del Commissario straordinario di Romanatura che, ai sensi della D.G.R. n. 320/2006, lo autorizza e affida al Direttore l’incarico per il suo espletamento” [p.to 10 – all. A].

PG CINGHIALE Decima

 2.         Piano di gestione e controllo della cornacchia

La cornacchia grigia (Corvus coronae cornix) domina ormai il paesaggio italiano, probabilmente grazie alla sua grande capacità di adattamento sia comportamentale che alimentare. La popolazione è in incremento e questo comporta, oltre che danni alle produzioni agricole, anche danni alle popolazioni di altri uccelli nidificanti. La cornacchia è una specie molto mobile (percorre da 10 a 20 km al giorno dal dormitorio fino ai siti di alimentazione), è estremamente polifaga (usa oltre 600 tipi diversi di alimenti sia vegetali che animali). Gli stormi si riuniscono volentieri in zone con sfruttamento agricolo intensivo e povere di strutture: sono quindi per lo più questi ultimi a provocare danni alle colture agricole.

Romanatura, attraverso uno studio preliminare del 2011 finalizzato alla riduzione dei danni in agricoltura, ha studiato diversi metodi di controllo delle popolazioni, diversi metodi e mezzi di dissuasione e ha stimato la popolazione di cornacchia grigia presente nella riserva naturale regionale di Decima Malafede.

Dei mezzi di dissuasione sperimentati due sembrano aver funzionato: L’Helikite e i palloni predator. Considerando i risultati ottenuti l’Helikite ha ottenuto il miglior risultato: ha infatti bisogno di poco tempo per essere messo sul campo, riesce a proteggere grandi appezzamenti volando in alto, quando si rompe può essere facilmente rimosso, riparato o sostituito; il costo, infine, è sicuramente minore a parità di terreno protetto. Rimangono tutte le problematiche già rilevate in letteratura, come l’impossibilità di utilizzarlo nelle coltivazioni alberate e in vicinanza di linee elettriche, telefoniche e tralicci.

Fauna urbis progetto cornacchie relazione finale

Partendo dai risultati dello studio preliminare del 2011, Romanatura ha predisposto il piano di gestione e controllo della cornacchia grigia nella riserva naturale regionale di Decima Malafede. Il piano è stato redatto in applicazione della normativa nazionale e regionale vigente e in accordo con le Linee guida proposte dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) e dall’Azienda Regionale Parchi della Regione Lazio (ARP).

Il piano, trasmesso alla Regione Lazio per le autorizzazioni di competenza, propone un piano di controllo (in applicazione della D.G.R. n. 320/2006) che prevede il prelievo di individui non in presenza di “squilibri ecologici accertati”, ma in risposta a “squilibri” provocati dalla specie alle attività agro-silvo-pastorali.

PGC CORNACCHIA decima

3.         Piano di gestione e controllo del cinghiale (Sus scrofa) nella riserva naturale regionale dell’insugherata.

Il cinghiale è oggi presente all’interno del tessuto urbano della città di Roma. Nella Riserva Naturale dell’Insugherata si sta registrando da qualche anno l’acuirsi di un certo allarme sociale e di problematiche legate alla presenza del cinghiale non solo all’interno della riserva naturale ma anche nelle aree limitrofe densamente urbanizzate. Risulta quindi opportuno intervenire in modo tempestivo e mirato prima che le espressioni di conflittualità si aggravino.

Nel 2014 Romanatura ha predisposto un documento contente le linee guida per la gestione del cinghiale nella Riserva Naturale dell’Insugherata, mirate a mitigare il conflitto tra area protetta e popolazioni locali, la riduzione dei fattori di rischio legati alla presenza della specie, nonché monitorare e ridurre l’impatto della specie sulle emergenze naturali e ambientali presenti nella riserva naturale.

Relazione Insugherata giu 2014