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La flora di Monte Mario

Dal punto di vista vegetazionale si distingue per la trascurabile presenza di aree agricole contrapposta alla notevole estensione di vegetazione arborea e arbustiva. Il bosco, che copre gran parte del territorio, cambia aspetto e struttura sia con il mutare dell’esposizione che a causa della presenza di zone con diverse essenze favorite o piantate dall’uomo. Il settore settentrionale è caratterizzato prevalentemente da leccete in cui, accanto al leccio (Quercus ilex), trova ospitalità la quercia da sughero (Quercus suber); mentre nello strato arbustivo sono frequenti elementi della macchia mediterranea come l’erica (Erica arborea) e il pungitopo (Ruscus aculeatus).

Un tipo di bosco più fresco si rinviene negli avvallamenti in cui dominano querce caducifoglie come farnetti (Quercus frainetto) e roverelle (Quercus pubescens ) accanto a carpini neri (Ostrya carpinifolia), ornielli (Fraxinus ornus) e all’albero di Giuda (Cercis siliquastrum); laddove si originano piccoli corsi d’acqua, trova invece un ambiente ideale per vivere il pioppo (Populus alba).MONTE MARIO DON ORIONE 8
Lungo i versanti della porzione meridionale le formazioni a leccio e sughera sono sostituite da boscaglie di robinie (Robinia pseudoacacia) e olmo (Ulmus minor), o in prossimità di ville storiche, come nel caso di Villa Mazzanti, da boschi di alloro (Laurus nobilis), elemento dominante dei giardini di un tempo.
Caratteristiche della riserva sono anche numerose specie tipiche delle fasce costiere che si inseriscono come arbusteti di sostituzione delle leccete. Tra queste
nei versanti maggiormente soleggiati, le più significative sono la fillirea (Phyllirea latifoglia), il lentisco (Pistacia lentiscus), il corbezzolo (Arbutus unedo) e il cisto (Cistus sp.pl.).

L’Ederina dei muri, o Cymbalaria muralis, appartiene alla famiglia delle Scrofulariaceae. È una pianta tipica dei muri su cui cresce per mezzo di radici avventizie,
dotate di una specie di ventose. Le foglie sono lucide, cuoriformi con 3 o 5 lobi, lungamente picciolate. L’ederina produce bellissimi fiori tra marzo ed ottobre, di un delicato color violetto, a forma di tubo, che termina ripiegato a formare quasi due labbra in cui si inserisce una gobba gialla. I frutti, piccole capsule nere portate su lunghi peduncoli, a maturazione piegano e “corrono” lungo la parete fino a trovare una piccola fessura dove far sviluppare i semi.
Il nome del genere deriva dal latino cymbalum o dal greco kymbalon, uno strumento musicale cavo simile ad un moderno tamburello richiamato dalla forma delle foglie concave; invece il nome specifico muralis si riferisce al suo habitat tipico.


Proprietà e curiosità: l’infuso ottenuto con i suoi fiori era utilizzato un tempo contro la calcolosi renale, mentre le sue foglie fresche venivano poste sulle ferite per le proprietà emostatiche e cicatrizzanti. Il Cercis Siliquastrum, più comunemente chiamato l’Albero di Giuda, appartiene alla famiglia delle Fabaceae (Leguminose). Lo si può riconoscere dalle tipiche foglie rotonde o in primavera dalla vistosa fioritura di un colore rosa intenso. I fiori sono in genere riuniti in grappoli lungo i rami o anche lungo il tronco. Il frutto è un tipico baccello, lungo circa 10 cm, piatto, di un colore dapprima verde poi a maturità marrone e che persiste sulla pianta fino all’inverno dopo la caduta delle foglie. L’albero di Giuda è una specie tipica di suoli rocciosi. Originario del bacino del Mediterraneo orientale e dell’Asia sud-occidentale è coltivato in questi ambienti per la pregevole fioritura. Si presta per alberature nei viali e come essenza ornamentale nei parchi. Il legno è impiegato per la durezza e il bel colore rosso, in lavori di ebanisteria e al tornio. Il nome volgare fa invece riferimento alla leggenda secondo la quale l’apostolo Giuda, sopraffatto dal rimorso, si sarebbe impiccato su un albero appartenente proprio a questa specie: da qui l’attribuzione dei suoi tronchi contorti all’episodio, mentre i fiori rappresenterebbero le lacrime di Cristo ed il loro colore la vergogna per la perfidia di Giuda.