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Mausolei presso piazza Menenio Agrippa

L’antica via Nomentana, nel tratto compreso tra il fiume Aniene e le pendici di Monte Sacro (III miglio), era delimitata da sepolcri, i cui resti furono rinvenuti negli anni ‘20 del secolo scorso durante la costruzione del quartiere “Città Giardino”. L’area è nota nella tradizione letteraria antica, in quanto la collina di Monte Sacro viene identificata con il Sacer Mons, che fu occupato dalla plebe romana nel 259 a.C. come reazione ai soprusi dei patrizi, e poi liberato solo a seguito dell’intervento del console Menenio Agrippa che con il suo celebre Apologo dissuase la popolazione. Oggi, della vasta necropoli di età imperiale scoperta, restano solo due mausolei. Il primo, da tempo seminascosto dalla vegetazione e oggi tornato in vista per intervento della Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma, è un sepolcro in opera cementizia, alto circa 10 metri e costruito da quattro dadi sovrapposti. Poco oltre, si trova un mausoleo a pianta circolare impostato in origine su un alto basamento. Poco resta del rivestimento originale in laterizi, mentre rimane a vista il nucleo cementizio interno. La tomba era coperta a volta, nella sua struttura è possibile riconoscere i resti di anfore inglobate nel calcestruzzo della muratura, una tecnica utilizzata per alleggerire gli alzati voltati. La camera funeraria, a pianta circolare, presenta nicchie rettangolari. Nel Medioevo il mausoleo dovette essere utilizzato come basamento per una torre, come appare in alcune riproduzioni dei secoli scorsi: la Mappa di Eufrosino della Volpaia (1547) ed una pianta del Catasto Alessandrino (1660).

Alessandra Reggi
(tratto da Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura)