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Villa York

Bichi Ruspoli 194Villa York sorge in posizione dominante sulla sommità di una collina,circondata da campi e casali agricoli, in vista della Cupola di S.Pietro e di Villa Pamphili, e rappresenta un suggestivo esempio di villa sei-settecentesca romana caratterizzata dal felice connubio tra l’uso residenziale ed agricolo; è infatti assieme un modello di elegante residenza signorile di campagna ed il fulcro di una grande tenuta agricola.
Come la maggior parte delle tenute della Campagna Romana, Casal di Marcello (così era denominata negli antichi documenti questa porzione di Agro) fu in origine di proprietà ecclesiastica; dal 978 alla prima metà del ‘600 fu infatti amministrata dalle monache del monastero trasteverino di S.Cosimato in Mica Aurea, che ne fecero un’eccellente azienda agricola dotata di un casale con annessi fabbricati di servizio.
Nel 1647 la tenuta di Casal di Marcello venne acquistata da Zenobio Baldinotti, appartenente ad una nobile famiglia di Pistoia. Zenobio, abile banchiere, ottenne presto la fiducia di Papa Innocenzo X Pamphili, conquistandosi una nuova e prestigiosa posizione pubblica che richiedeva un’adeguata dimora. Volle quindi trasformare la vigna con casale,avviando la costruzione della villa barocca. Il progetto probabilmente fu realizzato da Carlo Rainaldi, artista vicino alla corte pamphiliana, con il contributo di Pietro Paolo Drei e successivamente di Antonio De Rossi. Il complesso era dominato dal palazzetto signorile collegato con un lungo viale ad una chiesina sorta su una preesistente cappella medievale dedicata a S.Agata, nuovamente benedetta (1656) con il nome di S. Maria della Concordia. Un sistema di scalinate e fontane percorreva la vallata sottostante, per concludersi in un ninfeo, tutto il resto erano campi destinati all’agricoltura.
Successive trasformazioni furono realizzate dalle famiglie Bichi e Ruspoli, proprietarie tra il 1697 ed il 1750; in particolare il gusto raffinato della marchesa Girolama Bichi Ruspoli si espresse nella cura del giardino realizzato secondo i modelli francesi con viali coperti e parterres, nella realizzazione di nuove strutture come le uccelliere e nell’attenzione agli aspetti decorativi, con l’inserimento di un nuovo repertorio pittorico realizzato da Giovanni Ulisse Ciriaci.
Al cardinale Vincenzo Bichi si deve invece l’ampliamento della tenuta e lo sviluppo dell’azienda agricola, ispirato a criteri di gestione razionale del fondo volti al miglioramento delle capacità produttive e quindi alla rendita.
Dalla seconda metà del ‘700 la tenuta fu proprietà prima della famiglia Giustiniani che la cedette (1804) al Cardinale Clemente Duca di York, figlio di Giacomo II d’Inghilterra, dal quale deriva la denominazione con cui è tradizionalmente conosciuta la villa, quindi (1808) passò ai Silvestri e poi ai Troiani.
Agli inizi del Novecento ha avuto inizio il declino progressivo del complesso che oggi, chiuso al pubblico ed in corso di restauro, atttende di essere restituito al godimento dei cittadini.

Alessandra Reggi
(tratto da Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura)