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I Forti Trionfale, Monte Mario, Braschi, Bravetta

Progetto di cinta difensiva – Istituto Storico e di Cultura dell’Arma del Genio

Quando nel 1870 Roma divenne Capitale d’Italia, si cominciarono a valutare varie proposte di fortificazione della città. Nell’agosto del 1877 l’incerto clima politico internazionale portò all’approvazione del Regio Decreto con cui si deliberava la difesa della Capitale per mezzo di un campo trincerato di forma poligonale, con forti posizionati a ridosso delle principali vie d’accesso alla città e nei punti più strategici per tenere sotto controllo ogni possibile avanzata nemica, soprattutto a seguito di uno sbarco sul litorale tirrenico. Il poligono, una volta ultimato, raggiungerà un’ampiezza di circa 40 chilometri. I primi forti ad essere costruiti furono quelli a destra del fiume Tevere, successivamente con un ulteriore finanziamento si procedette all’edificazione di quelli sul lato sinistro. I costi per la realizzazione del campo trincerato furono ingenti, non solo per i lavori di edificazione, ma soprattutto per gli espropri di proprietà private a volte di altissimo pregio. Il Forte Monte Mario, che indica con il nome l’altura su cui si trova, fu il primo ad essere costruito. La sua edificazione iniziò nel 1877 e terminò nel 1882. La rilevanza di questo forte è il collegamento più diretto con le mura vaticane distanti solamente 2 chilometri e con la Porta Angelica distante circa 1,6 chilometri. Situato a 146 metri sul livello del mare, la sua posizione permetteva un controllo ottimale delle alture circostanti. Nella sua area passa il Primo Meridiano Nazionale, non più usato nella cartografia contemporanea, adottato dal 1870 al 1960 nella maggior parte delle mappe d’Italia come Meridiano di Longitudine 0°. Attualmente il forte è in concessione al Ministero della Difesa – Ramo Esercito, ed è in parte sede del 3° Reggimento Trasmissioni e in parte in consegna all’8° Reparto Genio Infrastrutture. Il forte è situato nel XVII Municipio e con i suoi 8,4 ettari ricade all’interno della Riserva Naturale Monte Mario. Il Forte Braschi deve questo nome al fatto che l’area sulla quale fu realizzato apparteneva al Cardinale Braschi. Fu edificato a cavallo della attuale via della Pineta Sacchetti e dell’acquedotto, che vennero leggermente deviati. Distante circa 2 chilometri dalle mura vaticane garantiva la difesa dell’area a nord-ovest della capitale, attuando il tiro incrociato con i forti limitrofi. La sua edificazione iniziò nel 1877 e terminò nel 1881. Con i suoi 8,2 ettari il forte è confinante con il Parco Regionale Urbano Pineto (XIX Municipio) e oggi è sede del R.U.D. – Raggruppamento Unità Difesa. Il Forte Trionfale fu realizzato lungo la via omonima, la quale fu deviata per permetterne la costruzione. In posizione più avanzata del Forte Monte Mario, assicurava la difesa di un ampio tratto di territorio incrociando il tiro con il Forte Braschi. Esso, pur trovandosi sulla riva destra del Tevere, fu edificato nella seconda fase della costruzione del campo trincerato. I lavori per la sua costruzione durarono 6 anni, dal 1882 al 1888. Situato nel territorio del XIX Municipio, in prossimità del Parco Regionale Urbano Pineto e della Riserva Naturale Insugherata, ricopre con la zona verde che lo circonda una superficie di 21 ettari. Attualmente in concessione al Ministero della Difesa – Ramo Esercito, è sede del 3° Reggimento Trasmissioni. Il Forte Bravetta fu edificato negli anni 1877-1883 vicino alla ex-tenuta da cui prende il nome. Con un’estensione di 10,6 ettari, ricade all’interno della Riserva Naturale Valle dei Casali nel XVI Municipio. Durante l’occupazione tedesca della città il forte fu adibito a luogo di esecuzione delle sentenze di morte emesse dal Tribunale Militare. Simbolo della Resistenza romana, nel mese di settembre 2009 in questo luogo è stato inaugurato il “Parco dei Martiri” consacrato alle vittime del nazifascismo. Recentemente è nato un comitato promotore per il riutilizzo degli spazi del forte.

Francesca d’Angelo
(tratto da Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura)