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Torre dell’Acquafredda

p.46_UPT9744Collocata a poca distanza dalla via Aurelia, la Torre dell’Acquafredda aveva un’importanza strategica in quanto assieme a Torre Spaccata e Torre Vecchia metteva in comunicazione visiva il tratto suburbano della via Aurelia con le vie Cassia e Trionfale, a loro volta controllate dalla Torre della Castelluccia. Il toponimo “Acquafredda” deriva probabilmente dalla particolare freschezza delle acque del fosso omonimo, che ha nei dintorni le proprie sorgenti. Secondo alcune ipotesi, questa zona sarebbe stata il luogo di accampamento di Totila quando invase Roma. Procopio, infatti, nella sua “Guerra Gotica” (B.G. III, 22) riferisce di un’area prossima al fiumeAlgidon, probabilmente da identificare con il fosso dell’Acquafredda (poi detto della Magliana).
La tenuta dovette essere inzialmente tra i possedimenti dei monaci Carmelitani Scalzi della Chiesa di S. Pancrazio, come ricorda la bolla di Alessandro III (1176) in cui venivano concesse loro terras et vineasin Acqua frigida. Sempre al XII sec. risale la più antica menzione della torre, quando Papa Adriano IX confermò la proprietà del fundus Aque frigule alla Basilica di S. Pietro, conservata sino al XX secolo. La torre, a pianta quadrata, è costruita superiormente in laterizi ed inferiormente con scaglie di selce frammiste a materiale marmoreo di riutilizzo, evidentemente proveniente da vicine preesistenze romane.