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La Colonia Agricola Romana della Bufalotta

La tenuta della Bufalotta, di proprietà del Pio Istituto della Santissima Annunziata di Roma, a partire dagli inizi del Novecento fu interessata da una radicale azione di bonifica per debellare la malaria. Le opere furono destinate sia al miglioramento fondiario (la tenuta fu divisa in cinque unità agrarie), sia all’istituzione di scuole, la prima delle quali fu una scuola comunale rurale composta da due o tre aule in una capanna di legno e paglia. In seguito, per favorire anche il ripopolamento della zona, nel 1914 fu costruita ad opera della Congregazione di Carità, enfiteuta del citato Pio Istituto, una scuola di formazione professionale agraria con annesso convitto, la “Colonia Agricola”, che ha dato il nome alla via di accesso al fabbricato; essa era riservata agli orfani di guerra e ai bambini abbandonati della provincia. Nel 1934 fu edificata anche una sede per l’Istituto Femminile della Colonia. A gestire fin dall’inizio la Colonia Agricola Romana, intitolata a Raffaele Lambruschini, furono i Padri Giuseppini, che vi rimasero fino al 1952. Per i lavori agricoli furono adottate attrezzature di vario tipo, macchinari moderni e mezzi di trasporto; l’intera zona venne elettrificata e dotata di impianti idraulici, furono costruite ampie stalle per il ricovero del bestiame. Furono piantati un frutteto, una vigna, l’orto e un campo di grano destinato alla produzione di farina, grazie al mulino appositamente costruito, e alla lavorazione del pane, cotto nel forno a vapore di cui disponeva la colonia. L’imponente fabbricato, appositamente edificato, fu dotato di dormitori, docce, ampie terrazze, refettori, biblioteca, muse o storico e fisico locale, una cappella, una sala ricreativa destinata alle prove della banda, conferenze, rappresentazioni teatrali e proiezioni cinematografiche.
p. 119 scortaGli allievi, dopo aver frequentato i primi cinque anni di scuole elementari, il corso di avviamento con indirizzo agrario ed aver contemporaneamente compiuto il tirocinio teorico-pratico, se fisicamente idonei, potevano passare all’Azienda Famiglia. L’azienda si estendeva per 80 ettari, in cui a turno i ragazzi si occupavano di vari incarichi; essi cooperavano attivamente, compartecipando agli utili e percependo una retribuzione giornaliera. Le attività furono interrotte durante l’ultima guerra, quando gli edifici divennero sede di un comando militare tedesco, e successivamente riavviate. Nel 1970 l’Istituto professionale per l’agricoltura cessava le sue attività per essere sostituito dal Liceo sperimentale unitario che rimase attivo fino al 1979, divenendo poi succursale dell’Istituto Tecnico Agricolo Statale ex “E. De Fonseca”. Nel 1983 una parte della struttura fu destinata a scuola media statale, dedicata ad Alfredo Panzini; mentre dopo la ristrutturazione dell’edificio centrale di Via della Colonia Agricola, l’Istituto Tecnico dal 1985 al 2000 divenne sede autonoma. Dal 2001 è succursale dell’Istituto Tecnico Agricolo Statale “Emilio Sereni”.

Emilia Cento
(tratto da Atlante dei Beni Culturali delle Aree Naturali Protette di RomaNatura)