Menu Superiore
SOCIAL
Menu Principale

Flora

Attraversando le aree naturali protette gestite da Romanatura, si può notare che la morfologia del paesaggio è ancora quella tipica della Campagna Romana. L’andamento dolcemente collinare del terreno solcato dai fossi, i lembi di vegetazione boschiva e ripariale, i casali storici, i campi coltivati ed il pascolo sono la testimonianza di un lavoro lento che nei secoli l’uomo ha compiuto sulla natura.  Molto più che in altre aree protette, la vegetazione e la naturalità che si riscontrano nei parchi di Roma spesso non sono il frutto di una successione spontanea, ma sono invece legate all’azione dell’uomo sul territorio. Nondimeno all’interno delle 14 aree naturali protette esistono ancora lembi di vegetazione che nonostante la forte antropizzazione offrono spunti di “naturalità”.

Dal punto di vista vegetazionale, l’Agro Romano nella capitale si trova in una situazione di transizione ecotonale fra più fasce vegetazionali.

Abbiamo un orizzonte mediterraneo delle sclerofille sempreverdi, caratterizzato dalle essenze sempreverdi della macchia mediterranea (suddiviso in suborizzonte litoraneo corrispondente alla fascia dell’olivo e del carrubo e suborizzonte eumediterraneo dominato da querceti sempreverdi come le leccete) e un orizzonte delle latifoglie eliofile suddiviso in suborizzonte submediterraneo dei querceti caducifogli xerofili con roverella e suborizzonte submontano delle cerrete.

In realtà questa suddivisione, nel suo schematismo, non tiene conto delle tante differenze nelle situazioni ambientali che determinano l’estrema variabilità del paesaggio vegetazionale. E questo è tanto più presente in un sistema complesso come le aree naturali protette distribuite a macchia di leopardo su tutto il territorio della Capitale, che risentono in maniera diversa delle condizioni non solo climatiche, ma anche geo-morfologiche.

Per esempio la Riserva Naturale di Decima Malafede per la sua collocazione più meridionale risente della vicinanza del mare e per questo motivo presenta in prevalenza specie quali il leccio, la sughera e le querce caducifoglie, quali la roverella e la farnia.

Mentre a nord-est, la Riserva Naturale della Marcigliana risente della presenza dei monti Lucretili con un clima più umido, che privilegia la presenza della cerreta insieme all’orniello, alla roverella, all’acero oppio ed al carpino nero.

Per una descrizione di dettaglio della vegetazione e degli ambienti presenti nelle singole aree protette si rimanda alla relazione “Studi di flora, vegetazione ed ecologia del paesaggio delle aree Naturali Protette gestite da RomaNatura” (Responsabile scientifico: Carlo Blasi) riportata di seguito e liberamente scaricabile. Nella relazione vengono descritte le fisionomie vegetali naturali e seminaturali, lo schema sintassonomico, i caratteri floristici salienti e l’elenco floristico di ogni area naturale protetta.

Studi di flora, vegetazione ed ecologia del paesaggio delle aree Naturali Protette gestite da RomaNatura”