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Caratteristiche e Metamorfosi delle Farfalle

Nome comune: Farfalla
Ordine: Lepidotteri
Classe: Insetti

Le farfalle sono state, da sempre, simbolo di grazia e leggerezza, l’eleganza delle forme ed i colori stupendi hanno ispirato artisti di ogni tempo e luogo: gli antichi egizi usavano ornare le tombe dei faraoni con pitture raffiguranti le farfalle, usanza che si ritrova nelle tombe reali greche; i cinesi invece ne apprezzavano la praticità allevando i bacchi da seta per produrre il prezioso tessuto fonte di ricchezza. Lo studio vero e proprio delle farfalle inizia solo nel XVIII secolo, con il contributo del grande naturalista Linneo che introdusse le basi per la classificazione delle specie animali e vegetali. Le farfalle costituiscono l’ordine dei Lepidotteri. Il nome deriva da due parole greche che significano rispettivamente “squama” e “ala” e si riferiscono alle minuscole squame piatte che ne ricoprono le ali, come le tegole di un tetto, formando innumerevoli variazioni di colori variopinti e disegni. Eccezionalmente dotate per il volo, le farfalle possono raggiungere ogni luogo abitabile, distribuendosi in ogni angolo della terra, dai bordi del deserto ai confini dei ghiacci eterni, ovunque rappresentano una parte importante nel complesso habitat della natura, e con circa 120.000 specie descritte costituiscono il secondo ordine di insetti dopo i Coleotteri.

Caratteristiche

Tutte le farfalle e le falene hanno ali membranose ricoperte di squame e molti adulti sono caratterizzati anche da un paio di occhi composti ben sviluppati.
L’apparato boccale consiste in un lungo tubo arrotolato, adatto alla suzione, chiamato proboscide o spiritromba; le antenne (sensori) sono pronunciate. Il cibo preferito delle farfalle è il nettare: per estrarlo spiritromba che inseriscono direttamente nel fiore.  Questa specie di “tubo” è un dono non solo delle farfalle, ma anche di tutti gli altri Lepidotteri. Alcune falene lo adoperano persino per bucare le celle degli alveari e rubare il miele alle api! Nelle pause tra un pasto e l’altro l’ingombrante proboscide – che in qualche specie può arrivare a tre volte la lunghezza del corpo – viene arrotolata sotto alla testa, dove non dà fastidio.  Il volo è il sistema di locomozione adottato da tutte le farfalle, con l’eccezione di pochissime specie. Ogni specie ha un suo modo caratteristico di volare, i tipi di volo delle farfalle possono essere ricondotti a tre modelli generali.dai fiori usano la loro “cannuccia” incorporata, cioè un prolungamento della bocca chiamata
  • IL VOLO ONDEGGIANTE è tipico della maggior parte delle farfalle diurne, consiste nel battere le ali ad intervalli abbastanza lunghi: ne risulta una traiettoria sinuosa e non ben definita ed una velocità assai modesta.
  • IL VOLO PARACADUTATO è invece adottato da alcune farfalle di piccole dimensioni, la cui ridotta superficie alare viene aumentata da frange di peli, particolarmente numerosi ai margini del secondo paio d’ali. Queste farfalle non volano nel senso stretto del termine, ma si lasciano trasportare dalle correnti d’aria, esattamente come fanno i paracadutisti.
  • IL VOLO VERO E PROPRIO si ha in quelle farfalle le cui ali anteriori sono particolarmente sviluppate ed aerodinamiche, i colpi d’ala sono potenti e rapidi, e la velocità che viene raggiunta può sfiorare i 60 km/ora. Le farfalle migratrici compiono migrazioni periodiche, coprendo centinaia e spesso migliaia di km. Tra le farfalle migratrici pi๠famose ricordiamo la Sfinge testa di morto e la Vanessa del cardo.

Non esistono caratteri assoluti per separare le farfalle dalle falene. Di solito le farfalle hanno antenne filamentose, senza squame, terminanti a forma di clava. Le ali sono spesso vivacemente colorate e disegnate e questi aspetti morfologici hanno un ruolo fondamentale nel riconoscimento del partner e nel corteggiamento. A differenza delle falene, le farfalle quando si posano tengono in genere le ali accostate al di sopra del dorso. Quasi tutte le farfalle sono attive durante il giorno, sebbene alcune specie tropicali preferiscano l’alba o il crepuscolo e alcune siano decisamente notturne. Sono note circa 18.000 specie in tutto il mondo. Le farfalle più grandi, hanno un’apertura alare di 25 cm, mentre quelle più piccole superano a malapena il centimetro. Sebbene molte falene, soprattutto quelle diurne, siano vivacemente colorate, la maggior parte di esse ha spente sfumature marroni. Come detto, la maggior parte delle falene è attiva di notte, sebbene molte volino anche di giorno, soprattutto nei climi più freddi, dove le temperature serali spesso sono troppo rigide. Le falene più grandi, appartenenti al genere asiatico Attacus, possono avere un’apertura alare superiore ai 30 cm; le ali delle specie più piccole possono avere un’estensione di pochi millimetri.

Vita e abitudini
Farfalle e falene vanno incontro a metamorfosi completa, vale a dire la trasformazione da larva ad adulto. Il ciclo vitale si compone di quattro stadi: uovo, larva (bruco), pupa (bozzolo o crisalide) e adulto. Le attuali conoscenze ci indicano come sia quasi sempre il maschio a compiere i primi passi nel corteggiamento: l’emanazione odorosa del maschio è il principale fattore di eccitamento delle femmine. I colori invece servono al riconoscimento intrasessuale, consentendo ad un individuo di attaccare o far fuggire un altro alla vista dei suoi colori. Dopo un approccio, che di solito avviene in volo, si diffondono i ferormoni, così il maschio può capire se la femmina sia disposta ad accettare le sue attenzioni. I “ferormoni” sono sostanze estremamente volatili composte da più sostanze chimiche, nelle femmine i ferormoni sono secreti da alcune ghiandole addominali, nel maschio vengono prodotti da speciali squame delle ali (gli androconi). Dopo l’accoppiamento, di solito le femmine adulte depongono le uova su una pianta che serve come fonte di nutrimento per le larve, generalmente nella pagina superiore e/o inferiore delle foglie. Le uova hanno forme, dimensioni e colori diversi: alcune sembrano piccole perle, altre presentano scanalature. Nelle farfalle la larva si chiama bruco: il bruco schiude dall’uovo e per accrescersi compie da 4 a 5 cambi di pelle (mute), a seconda della specie e del sesso. Il bruco si alimenta spesso ed il suo primo cibo è proprio il guscio dell’uovo in cui era contenuto. In alcune specie le larve sono predatrici: alcuni bruchi di farfalla, ad esempio, divorano gli afidi; alcuni formano complesse associazioni con le formiche, vivendo nei loro nidi e mangiando le larve delle loro ospiti, si nutrono in continuazione, infatti crescono fino a diventare centinaia di volte più grandi delle loro dimensioni iniziali, fino a quando non raggiungono lo stadio in cui filano il bozzolo e si impupano. Infatti, una volta maturo, il bruco si fissa, per mezzo di fili, ad un supporto o cerca un rifugio o tesse un bozzolo e si trasforma in crisalide. Durante lo stadio pupale l’anatomia della larva si trasforma completamente; i sistemi interni vengono riorganizzati e si sviluppano le strutture esterne tipiche dell’animale adulto. La crisalide, che è praticamente immobile non potendo spostarsi dal luogo dove si è formata, dopo circa due settimane si apre sotto la spinta della farfalla. La vita da farfalla è abbastanza breve, varia da qualche giorno ad una settimana o due e, solo in alcuni casi, raggiunge il mese e più di vita. Non mancano le eccezioni che vanno dalle grandi falene della famiglia delle Saturnidae, come la Saturnia del pero, le quali hanno vita breve e non si nutrono, tanto che hanno perso la bocca per atrofia, ed altre specie, relativamente piccole, come gli Elicoidi, i quali vivono diversi mesi ed in gruppi anche numerosi e si nutrono di polline. Alcune Vanesse vivono un anno e più, ma trascorrono gran parte del tempo nel letargo invernale. Altre farfalle longeve svernano in luoghi con clima più mite. Le farfalle e le falene adulte si nutrono di una gran varietà di sostanze: nettare, polline, frutta marcia, carcasse di animali morti, feci, urina e altri essudati di origine animale o vegetale. La maggior parte delle specie cerca attivamente il nettare nelle piante fiorite, contribuendo così, in qualità di impollinatori, alla riproduzione delle piante. Le larve delle farfalle e delle falene solitamente si nutrono di una sola specie, o di alcune specie affini, di piante. A causa di queste strette relazioni fra animale e vegetale, molte specie sono isolate in habitat ristretti. Altre specie possono avere areali più ampi, soprattutto quelle che depongono le uova su piante erbacee o comunque su specie vegetali ampiamente distribuite. Alcune farfalle, tra cui la farfalla monarca del Nord America, compiono migrazioni di migliaia di chilometri per svernare in determinati siti dove confluiscono in un numero enorme di esemplari. Le farfalle e le falene vivono in un’ampia gamma di habitat, dalla tundra alla foresta pluviale e da depressioni al di sotto del livello del mare fino a 6000 m di quota. Nelle aree tropicali, le condizioni climatiche, sempre favorevoli, e la grande disponibilità di risorse consente un rapido sviluppo delle larve e una lunga vita adulta, al punto che nell’arco di un anno possono aversi fino a 15 generazioni. Negli habitat a clima temperato farfalle e falene vanno incontro a uno stadio di inattività , o diapausa, per evitare le condizioni ambientali più rigide. La diapausa può coincidere con lo stadio di uovo, di larva, di pupa o di insetto adulto. Nei climi in cui sono comuni le precipitazioni nevose è comune l’ibernazione invernale, mentre nelle aree caratterizzate da stagioni 

calde e asciutte è di norma una diapausa estiva. Lo sviluppo larvale è di solito più lento nelle regioni a clima temperato e spesso, come detto, la vita dell’insetto adulto dura solo qualche giorno o settimana. Negli habitat alpini o artici la stagione vegetativa può essere così breve che molte specie necessitano di due anni per completare il proprio sviluppo.

Non tutti sanno che 
I colori e i motivi delle ali delle farfalle e delle falene rappresentano una protezione contro i predatori. I più importanti predatori delle farfalle sono gli uccelli, vengono poi lucertole, ramarri, inoltre vespe, calabroni, mantidi e ragni. Le farfalle sono certamente più vulnerabili nel primo stadio di sviluppo essendo molto più legate al terreno e molto più lente nei movimenti. Per poter sfuggire ai predatori le farfalle devono cercare di adottare tecniche che le rendono assai poco visibili. Il mimetismo è certamente il sistema più efficace e può variare dal semplice camuffamento per confondersi con gli altri elementi dell’ambiente, all’assumere colorazioni o forme che possono ingannare i predatori. Alcune specie possiedono falsi occhi o altri segni che distolgono l’attenzione dei nemici dalle parti vitali del corpo, attirandola sulle ali: bei e vistosi ocelli presenti nelle ali servono a confondere i predatori, assomigliando a due occhi fungono da esca attirandoli e allontanandoli dalle parti più importanti che sono il capo ed il corpo. Infatti le farfalle, anche se beccate, possono volare e quindi fuggire. Nelle specie più grandi gli ocelli hanno lo scopo di spaventare inducendo il predatore a credere di trovarsi di fronte ad animali di più grossa taglia. In molte specie la colorazione criptica (una colorazione e un disegno delle ali tali da renderle simili allo sfondo naturale rappresentato dal suolo, dalla corteccia degli alberi, o dalle foglie) mimetizza l’animale, proteggendolo dai predatori che cacciano servendosi della vista. Le farfalle con colorazioni particolarmente vistose, dette colorazioni di avvertimento, esemplificano un modello di evoluzione molto complesso. Durante lo stadio larvale alcune di queste specie ricavano dalle piante che le ospitano sostanze tossiche e le depositano nei propri tessuti, rendendoli così disgustosi o velenosi per i predatori. Queste farfalle hanno spesso disegni gialli, arancione o rossi su uno sfondo scuro: un aspetto vistoso, che avverte i predatori della loro non commestibilità. In molti luoghi, soprattutto nelle aree tropicali, farfalle e falene commestibili hanno evoluto disegni e colorazioni delle ali simili a quelli delle specie non commestibili, proteggendosi così anch’esse dai predatori. In alcuni casi le ali assumono colorazioni che ricordano foglie di piante immangiabili, velenose, così da essere ignorate. Alcune farfalle hanno sviluppato delle “false teste”: le loro estremità posteriori ricordano per forma e colore una testa inducendo in inganno i predatori che dirigendosi sul lato opposto al vero capo permettono all’insetto di fuggire. Il mimetismo è però raramente utile con i nemici invertebrati come, ad esempio, i ragni con o senza ragnatela che se ne stanno immobili ad aspettare: molti di loro stanno nascosti sui fiori visitati dai lepidotteri, che difficilmente riescono a sfuggire. Ma tutto questo fa parte della selezione naturale.